
L'AVREI INTAGLIATA
Nunzio (nunziococivera@tiscalinet.it) ©2001 - il suo sito
Con Il passare degli anni l'unica cosa che
lei ancora ammirava di me ere li mio lavoro di Intarsio,e di intaglio.
Era a pochi Passi da me e ammirava "l'ultima cena" che
stavo Intagliando su una tavola, di ciliegio africano, mi guardava
con una certa ammirazione, ma non l'uomo bensi l'artista.
Erano trascorsi sette lunghi anni da quel dì nel quale
mi scelse come sua vittima, ma, almeno da quattro ci univa solo
il sesso, un sesso - amore che mi teneva legato a lei come prigioniero.
Di un sentimento tra l'odio e l'amore.
Aveva un corpo scultoreo, trasudava sesso, a vista d'occhio, sembrava
dicesse "prendetemi".
Ma non riuscivo ad allontanarla da me, ero vittima dei suoi tradimenti
sfrontati e sfoggiati, vittima senza dignità, umiliato,
esiliato e rinpatriato tra le sue cosce, agognate ero come schiavo,
come burattino dei quale lei muoveva i fili a suo piacimento.
A volte mi scioglievo in un pianto, quando mi diceva ti "pianto",
e le restavo accanto, perché
L'amavo tanto!
I nostri discorsi erano ormai formali, solo dialoghi fatti di
sì e di no e su argomenti occasionali
Sei bravo, mi disse, quei personaggi sembra che parlino.
Era sincera lo sapevo, l'unica cosa che amava ancora di me era
il mio lavoro.
Spronato dal suoi approcci di dialogo e dei complimenti ricevuti,
abbozzai un dialogo sull'argomento del momento e dissi certo che
questa epidemia della mucca pazza sta buttando alle ortiche intere
aziende, e i lavoratori del settore.
Sei il solito ignorante replicò lei , il termine epidemia
si può usare quando si parla di Infezioni e patologie umane,
per gli animali si usa il termine epizozia, ma tu sei Il solito
"ZOION" e se vuoi sapere cosa significa ti informo che
vuol dire animale vivente, in pratica ciò che sei.
Giuro l'avrei Intagliata o meglio intarsiata, incastrando in lei
un cuore più buono, una mente più umile e sentimenti
come rispetto, affetto, amore, cose mai esistite dentro di lei.
A volte cresceva dentro me un'angoscia che mi buttava nella disillusione
più nera perchè vivevo con lei, prendendo i suoi
scarti, i pochi attimi di sesso che mi donava e quando lo faceva
mi portava così in basso fíno ad annullare l'uomo
fisico e morale in quel momenti aveva tutto di me anima e corpo.
Perchè mi faceva quell'effetto, perchè pur avendolo
pensato e detto varie volto non avevo il coraggio di andare fino
In fondo e di partire per chissà dove basta che lontano
da lei..
Mormorò ancora varie cose, dentro di me cresceva una strana
rabbia, alzai il braccio con impeto e la colpii, nell'attimo finale
prima di vibrare il colpo decisivo di martello ebbi paura, paura
di farle del male.
Emise solo un lieve gemito e si accasciò sul pavimento,
i suoi lunghi capelli le coprivano il viso, il suo dolce viso
di fata, scostai piano i capelli, i suoi occhi neri erano fissi,
stupiti.
Piansi per lei, recitai come Catullo una bellissima poesia, che
incisi su un enorme tronco di rovere siciliano, poi cominciai
il mio grande capolavoro finale scolpii lei.
Ero sudato e stanco, affamato da matti, per due giorni lavorai
ininterrottamente per lei, e lei era lì, sublime, adagiata
dentro la sua dimora, dentro quel meraviglioso tronco di rovere
dei nebrodi, la baciai teneramente, poi: con abbonadante colla
vinilica la sigillai.
All'esterno la Intaglaii nuda come una Venere, nella parte superiore
circondata da fiori e piante bellissime.
Col muletto portai quel tronco all'ingresso dei capannone, lo
issai, lei era li, bellissima come un bronzo di Riace solo che
era di rovere siciliano. Poi mangiai i suoi pesci rossi ,unici
esseri viventi che amava, bevvi l'acqua, ed ero come "liberato"
feci un bel falò con le sue cose, infine sfinito l'ammiravo,
sembrava parlarmi, ma non favellò, la insultai, mi sfogai
dissi cose mai dette ero felice e triste insieme.
Ricevetti molte offerte per anni, per quel mio capolavoro, tutti
potevano ammirarla, ma nessuno potè più averla,
ormai era solo mia e per sempre.
I suoi amici, amanti, vennero ad informarsi, a cercarla, ma lei
era partita, chissà con quale amante e chissà per
dove.