
Supaplex
Alessio Saitta (prikedelik@katamail.com) ©1995
Arrivato sull'orlo del mondo, Kevin si fermò.
Guardò l'ombra del suo corpo sulla sabbia proprio lì
attorno, come il cappello con la penna e le frange della giacca
la disegnassero strana ed indecifrabile; poi spinse lo sguardo
avanti a sè e guardò finalmente in giù, verso
il nulla.
Aveva alfine trovato il punto esatto.
Il suo aspetto era lacero. Aveva camminato giorni e giorni nella
foresta; anche se conosceva più o meno il punto esatto,
non aveva indicazioni circa la direzione.
Il punto esatto doveva essere attraversato in una precisa direzione,
per poter manifestare l'orlo del mondo.
Kevin sapeva che doveva essere compreso in una certa area, più
o meno di un chilometro di raggio.
Ne erano risultati infiniti diametri di due chilometri l'uno.
E ne aveva percorsi davvero parecchi prima di beccare quello giusto,
e ancora gli era andata bene!
Pensava mentre restava lì imbambolato a contemplarlo.
Si accucciò a pochi metri dall'orlo e si accese una sigaretta.
Fumava nervosamente ed espirava dense nuvole ancora azzurrastre.
Intanto scrutava avanti a sè.
Che storia! Continuava a ripetersi mentalmente.
Finita la sigaretta, la frullò senza pensarci dritto davanti
a sè.
Il mozzicone ancora acceso entrò nel nulla, e nello stesso
istante qualcosa uscì dal nulla.
Quasi percorrendo a ritroso la traiettoria del mozzicone, un piccolo
barattolo gli rotolò accanto.
Kevin lo raccolse e lo esaminò: era un barattolo vuoto
di SUPAPLEX!
Sull'etichetta c'era anche qualcos'altro, in caratteri molto più
piccoli.
Amate il SUPAPLEX come esso vi ama!
Perché sottrarsi all'amore del SUPAPLEX?
Provatelo! Ed egli vi amerà. Chiedetelo!
Ed egli arriverà. Il SUPAPLEX vi ama!
Amate dunque a vostra volta il SUPAPLEX!
Perchè astenervene? SUPA-SUPA-SUPAPLEX!
Kevin si alzò ed osservò meglio
il barattolo. L'interno era perfettamente lucido e pulito.
Nessunissima traccia di quel che aveva contenuto.
Il SUPAPLEX! Dunque non gli avevano mentito. Esisteva davvero!
Preso dall'eccitazione fece due passi in direzione dell'orlo.
Ora era a meno di un metro.
Poteva vedere bene oltre l'orlo, ma non provava vertigini, poichè
la sua impressione era che tutto quello spazio, benchè
occupato dal nulla, non fosse vuoto. Sapeva, della rispondenza.
Era solo una soglia, non uno spazio occupato da nulla e cioè
vuoto, ma dal nulla: cioè la fine di questo e l'inizio
di qualcos'altro.
Ed il qualcos'altro rispondeva. Era sempre stato questo, il principio
d'ogni magia. Ed indirettamente d'ogni religione, una volta che
assieme al ricordo del punto esatto, si fu infine perduto il ricordo
della magia.
Ora lo aveva potuto constatare, ma effettivamente già lo
sapeva; glielo avevano detto quando gli avevano detto dell'orlo
e del SUPAPLEX.
Fino a venti minuti prima non avrebbe nemmeno osato sperare che
fosse vero. Cionostante aveva cercato, cercato, cercato.
Ora avrebbe potuto avere del SUPAPLEX. Sapeva, come fare.
Si cercò nelle tasche e tirò fuori una bustina.
La scosse un po' per smuovere la polvere bianca ivi contenuta
e poi la frullò nel nulla. Ne tornò indietro un'altro
barattolo.
Kevin lo raccolse, e nel farlo gli brillavano gli occhi, ma quando
lo sollevò ebbe un sussulto! Era vuoto! Come era possibile?
Aveva tirato della cocaina purissima, proprio come gli era stato
detto. Era forse più indignato che arrabbiato.
Controllò minuziosamente il secondo barattolo e lo trovò
in tutto e per tutto identicamente vuoto come il primo.
Però fece caso ad una scrittina che prima aveva trasurato:
diceva 33 gr.
Forse bisogna tirare trentatrè grammi, per avere un barattolo.
Finora ne ho tirati cinque...
Si tolse la giacca e cominciò ad estrarne tutta la coca
che aveva. Quando ebbe in mano tutte le buste, la lasciò
cadere. In tutto aveva ancora una settantina di grammi. Ventidue
bustine.
Ci pensò ancora un po', poi buttò altre sei bustine
nel nulla.
Questa volta il barattolo che ne tornò, era leggermente
più grande. Recava la dicitura 50 gr, ma era lo stesso
inconfondibilmente vuoto!
Kevin non poteva crederci. Al pensiero della cocaina già
perduta quasi si sentiva mancare... Ma non era uno spreco, no!
Prima o poi il nulla avrebbe dovuto rispondere... Tutto, coincideva!
Il punto, l'unica direzione possibile, la rispondenza...
Perché proprio sulla cosa più importante, avrebbero
dovuto mentirgli?
Non era possibile, no.
Forse avrebbe dovuto buttare tutta la coca che aveva.
Forse gli avevano giocato uno scherzo atroce...
Ma il SUPAPLEX esisteva! Esisteva davvero! Già ne aveva
tre barattoli, anche se vuoti.
Poteva tornarsene indietro proprio ora?
Sarebbe stato assurdo.
Sollevò con entrambe le mani tutte le rimanenti bustine
al di sopra della testa, e poi, rabbiosamente, le scagliò
nel nulla.
Come risposta fu bombardato d' una pioggia di barattoli vuoti
da 20 gr.
Kevin restò in piedi nella porzione del prato cosparsa
di barattoli.
Gli veniva da piangere.
Sentiva una potente incazzatura risalirgli da dentro, pronta ad
esplodere da un momento all'altro.
Ora udiva anche un flebile canto, provenire dal nulla.
Piano piano il canto sembrò avvicinarsi, sinché
poté distinguerne il senso: sembrava che dicesse SUPA-SUPA-SUPAPLEX.
Ripeteva di continuo quella cantilena.
SUPA-SUPA-SUPAPLEX!
Pensava a cosa avrebbe potuto fare, pensava che non era giusto,
pensava che lo stessero prenendo per il culo...
Ed a quel punto l'incazzatura finalmente esplose.
Bestemmiando a gran voce, al terzo passo Kevin oltrepassò
l'orlo.
Specularmente, dal nulla uscì un altro
Kevin.
Non quello vero, ma un altro qualsiasi Kevin,
che però non avrebbe mai avuto bisogno di nutrirsi o paura
di ammalarsi.
Un nuovo demone sulla terra, un nuovo propagandista del SUPAPLEX,
prodigo di indicazioni e consigli per chi voglia procurarsene
un po' e sia abbastanza pazzo da provarci sul serio.
In cambio di oro o droga o schiavi o amanti, in cambio di idoli,
avrete il SUPAPLEX, che è l'infinito + 1.
Il nulla in marcia, di nuovo. Finalmente.
Quanti milioni di anni di attesa.
Gli adepti cresceranno in modo esponenziale, poi toccherranno
un nuovo tetto, poi spariranno di nuovo.
Solo più bruscamente.
Ma nessun adepto rinucia ad entrare. E' una questione di peso.
Perché l'anima è più pesante di tutto il
resto del corpo assieme.
perché il corpo pesa di qua, l'anima pesa di là.