
La donna invisibile
Alessio Saitta (prikedelik@katamail.com) ©Agosto1999
Ricordo la donna invisibile per esempio - mi faceva impazzire,
davvero - impazzire. E d'altra parte, la donna invisibile... devo
aggiungere altro?
Che all'inizio il fatto fosse invisibile non disturbava affatto,
faceva parte della sua personalità. Un aspetto molto caratteristico.
Affascinante.
Che invisibile oggi invisibile domani. Invisibile per parecchie
ore al giorno.
A volte per interi giorni. Altre - addirittura - pure per più
giorni.
Mi spiego: una donna invisibile, giusto? Se non parla e non ti
tocca, come puoi esser sicuro che ci sia?
Cosa bisogna pensare allora quando una donna invisibile ti dice
io mi metto qui a prendere il sole (dice che quando torna visibile
è abbronzata, ma se lo prende invisibile non si scotta)
e mi metto il sony... non ti preoccupare se mi chiami e non rispondo...
Puoi mica andare a toccarla ogni trenta secondi, per sapere se
è ancora lì...
E nemmeno c'è nulla di strano, se una che non può
scottarsi prende il sole per ore. E allora che fai?
O ti fidi o non ti fidi... O meglio ancora:
o ti fidi o ti fidi.
Se non ti fidi d'altra parte, allora potresti andare fino in fondo
- a supporre anche uomini invisibili - perché no? - convegni
invisibili. Guardoni invisibili.
Oggi sono due mesi che non l'ho vista più,
la donna invisibile. E non lo dico tanto per fare un gioco di
parole... In genere diventava invisibile giusto per prendere il
sole (diceva lei) una, due ore... Ma poi un pomeriggio non è
rientrata più. Ed io neanche so con certezza se sia scappata
- magari con un amante invisibile - oppure potrei avere un cadavere
invisibile, nel mio giardino.