
Il mio occhio sinistro
Zolletta (crocuta@libero.it) ©2000
vai alla sua pagina
Ho quest`occhio un po` verdino, è il sinistro.
Non è esatto dire che non ci vedo; cioè non ci vedo
le cose e non ci vedo le persone.
Io con quest`occhio però ci vedo le anime.
Le anime stanno dentro alle persone, delle volte. Non sempre.
Vedere un`anima è un`esperienza sconvolgente, questo sì
sempre.
Così i primi tempi mi lasciavo prendere dall`entusiasmo
e quando un uomo mi dava il suo corpo, io mi tuffavo a caccia
della sua
anima.
Cercavo di raggiungerla prima dagli occhi, poi dal naso, dalla
gola, la rincorrevo nel fiato e smontavo tutti i pezzi, fino a
che, di
solito, usciva una lacrima; era l`anima che sudava, a forza di
correre.
Ora io non ho capito proprio tutta la storia, perchè parlare
con le anime è un po` come con le persone: non sempre ci
si intende; e
spesso, anche loro, non sanno bene come funziona.
Quello che adesso so è che corpo ed anima non debbono stare
sempre insieme. Anzi.
Le anime vengono come deposte al`interno delle persone.
Le persone crescono e crescono anche le anime, che però
restano sempre molto più piccole.
Poi, ad un certo punto, le anime vanno lasciate andare.
Un po` come con i figli.
Le persone nutrono le anime ed ogni anima ha il suo cibo, la sua
preferenza, fino a che l`anima non è pronta per andarsene
in giro
da sola, incontrare altre anime.
Le persone che non hanno più l`anima dentro non sono persoe
vuote, perchè ce l`hanno accanto.
Ci possono parlare e hanno più tempo per pensare ai loro
corpi.
Perchè le anime, quando ti crescono dentro sono molto esigenti.
Non è facile lasciare andare la tua anima, perchè
hai sempre paura che le succeda qualcosa, di non averle spiegato
bene come difendersi.
Ma va fatto.
Perchè se no non può crescere, le manca lo spazio.
E poi le anime hanno bisogno di toccarsi tra loro, senza l`ingombro
dei corpi. Un po` come quando noi ci togliamo i vestiti per sentire
il contatto delle nosre pelli nude, credo.
Le anime devono anche raggiungere posti dove noi non possiamo
andare, su questo però sono tutte molto misteriose.
Insomma ad un certo punto vanno lasciate andare.
Ecco questo è quello che faccio io adesso. Quando un corpo
e un`anima sono pronti, io aiuto l`anima a nascere.
A pensarci bene si potrebbe dire che sono una specie di ostetrica
delle anime.
Dicevo che sono piccole e di solito, se il momento è giusto,
non è una cosa molto dolorosa.
Non tutte le anime stanno nello stesso posto.
L`anima di O., il suonatore di sax, stava nella sua gola, è
una vecchina, ha i lobi delle orecchie che le arrivano fino alle
spalle, ha una nuvola di capelli grigi che sembra, e forse è,
un nido d`uccelli.
Lei è uscita nel modo più facile: con una risata.
E` una vecchia strega, molto saggia; dice che si diventa saggi
quando si
ricomincia a ridere come bambini.
L`anima di F., lo sciamano, stava tra le anche, nel suo ventre.
In questo caso abbiamo dovuto fare un piccolo taglietto, come
per
curare l`appendicite.Ha l`aspetto di una bambina indiana, capelli
corvini e lisci fino ai pedi, ha una gonna di pelle di pesca,
è senza
maglietta e senza seno. Balla sempre mentre le sue mani, dalle
dita lunghissime, battono il tamburo che F. le ha costruito.
L`anima di P., il vagabondo, è forse una delle più
grosse, perchè ha due seni enormi, con i quali allatta
le altre anime. L`ho
succhiata fuori dal labbro di P. ed è uscito anche un po`
di sangue. Ma il latte era buono e dolce e ne abbiam bevuto fino
ad
ubriacarci.
Quando ho visto l`anima di M. devo dire, mi è scappato
un po` da ridere, perchè è un satiro greco, piccolo
piccolo ma con
un pene enorme, che gli fa perdere l`equilibrio continuamente
in avanti.
Quel giorno ci siamo divertiti abbastanza tutti e tre a farla
uscire.
Insomma a casa mia c`è sempre molta confusione perchè
ogni volta che nasce un`anima facciamo una grande festa e, quando
le anime e i corpi si sentono liberati fanno quel che passa loro
per la testa senza tanto pensare ai vicini.
Ci sono anche due anime orfane.
Una me l`ha lasciata S. l `altra C.
Se la sono aspirata fuori insieme al sangue, poco prima di cacciare
i loro corpi sul pavimento di un cesso di stazione.
Sono rimaste anime piccole perchè sono uscite troppo presto.
Ogni anno facciamo una cerimonia di commemorazione e piangiamo
un po`abbracciati pensando a quanto ci mancano S. e C.
La mia anima, mi dicono, è una donnina; io non l`ho mai
vista, ha un occhio grande grande, il sinistro. Sta nella mia
orbita e quando esce si porta via la capacità di vedere
le anime.
Ma a me non dispiace, so che deve andare.
Ogni tanto, quando non rientra per molto tempo mi preoccupo; oppure
talvolta mi dimentico, e allora vivo per un po` in modo più
normale.