
Strada di campagna`s blues
Zolletta (crocuta@libero.it) ©2000
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Mi hai chiesto cosa ci fa una ragazza come
me in un posto come
questo.
Ma volevi sapere cosa ci faccio. E basta.
Cosa ci faccio io, certo, in un bar di paese, isola giallo-nicotina
sospesa in mezzo al buio niente.
Cosa ci faccio con la minigonna e le scarpe da tennis.
Mi vien da ridere. Ridi anche tu, e chissà perché.
Io rido perchè potrei dirtelo, ma tu non capiresti.
Come faccio a spiegarti queste serate d`agosto, che la mia cavalla
nitrisce.
Come faccio a spiegarti la sella in similpelle contro le mie cosce
nude e sudate.
Il gesto di svitare il tappo e scodinzolando scuotere il serbatoio,
per sentirle schiarire la voce, lo sciabordio che mi dice
quanta strada faremo stasera.
L`odore della benzina, poi quello della plastica e del motore
che riprende a respirare.
E mescolare l`olio bruciato con il fieno, e schivare le falene,
grassi
alieni alati in questo videogioco d`estate.
La minigonna scompare: mille farfalle, imbrigliate in cintura,
svolazzano entusiaste ed esauste sui miei fianchi.
Sui tratti di pelle all`aria il caldo delle case, il freddo dei
campi e l`umido dei canali;
nell`interno della scarpa la gomma cotta sul cuore della mia cavalla
lanciata.
Io e lei, uniche realtà nell`occhio di bue dell`universo
che svapora.
Finchè mi fondo e colo.
Finchè il ferro mi cresce nella carne.
Molecole, amminoacidi, acciaio, polimeri.
Guido, con la pancia, tre centimetri sotto l`ombelico;
passo, dove passano le mie ginocchia aperte;
sento, le ferite della strada mandare i loro lamenti attraverso
la forcella, radio ulna e omero,
fino a suonarmi un blues nel petto.
Il blues della strada di campagna.
Mi sento l`ultimo viandante.
Sto abbeverando il cavallo, ti rispondo.
Ridi.
Proprio non capisci.