
by francesco zardo (fzz@sofhome.net) ©1997
Dalla "Repubblica", 29.I.1997
Una pietra gettata dal cavalcavia l'arma dell'atroce delitto
Biella - La passione per Internet uccide ancora.
Tutiro Puoti, 41 anni, nato a Magenta ma residente a Biella, ha
ucciso l'anziana madre che non voleva più dargli i soldi
per mantenere i suoi collegamenti internet. Sembra che, dopo l'ultima
bolletta del telefono, la signora Evelina Puoti, vedova e madre
di otto figli tutti disoccupati, si fosse insospettita. Il totale,
per due mesi di collegamento, ammontava infatti a diciotto milioni
di lire: una cifra decisamente elevata per l'anziana donna, che
percepiva una pensione di 117.500 lire con cui mandare avanti
la sua numerosa famiglia.
Alle proteste della donna, la telecom replicava in primo luogo
che diciotto milioni, per un bimestre, non sono affatto una cifra
elevata e, a nuove proteste della Puoti, le mostrava un resoconto
delle numerose telefonate fatte dal figlio per "collegarsi"
a un server bresciano. Il computer del giovane Puoti (un Pentium
sx a coazione di leghe mepsiche, macchina del valore di svariati
milioni) gli consentiva di raggiungere vari siti pedofili, fino
in Belgio, Thailandia, e Burkina Fasu, la nuova "Mecca"
dei pervertiti. Alla telecom, a seguito dell'inadempienza della
pensionata, non restava che interrompere il servizio, compresa
la luce, il gas, e il lampione davanti casa Puoti. Esasperata
dalle minacce del figlio, che senza internet sembrava aver perso
ogni ragione di Vita, la Puoti decideva ieri mattina di trasferirsi
da sua cognata a Linate. Ma sul cavalcavia della statale 38, al
quindicesimo chilometro, il figlio la aspettava armato di un pietrone
da dieci chili.
Il masso è stato sequestrato: si tratta di roccia calcarea,
frammista a silicio, tipica pietra delle zone. Tutiro lasciava
cadere con fatale precisione il masso sulla Fiat 850 della povera
donna, a tutt'oggi sotto sequestro assieme all'arma del delitto.
Macabre scommesse? Pedofilia? Messe nere? Sono più d'una
le piste che la procura di Biella sta battendo per ricostruire
le ragioni del terribile delitto, che ancora una volta ci conferma
un disagio e un vuoto fra le giovani generazioni, difficilmente
colmabile dalle istituzioni. E poi, un altro commento, proprio
c'è da dire che Internet, be', insomma, ecco.