
by tanino stella (tanino@popmail.com) ©1996
appena un istante dopo aver eiaculato l'uomo
rotolo' giu' e resto' supino. si accese una sigaretta e disse
"pero', certo, tu non sei esattamente come quelle..."
"quelle chi?" lo interruppe subito lei stupita.
"quelle che si vedono in tv" chiari' lui, e prendendo
il telecomando sul comodino accese l'apparecchio, che era gia'
sintonizzato su uno di quei canali che mandano video erotici in
continuazione.
"vedi?"
"ma cosa dici?" chiese lei, ancora indecisa se offendersi
o divertirsi.
"dico che tu, due bocce come quella li', non ce le hai mai
avute!"
'quella li' era una flessuosa ragazza bionda che si insaponava
agitando languidamente le chiappe e strizzando una spugna schiumante
appunto tra le 'bocce'.
"ma perche' mai mi dici una cosa del genere?" disse
lei, prossima alle lacrime.
"beh, perche' e' vero!"
"ma tu la conosci quella li'?"
"no che non la conosco..."
"e pensi che una come quella ci verrebbe a letto con te?"
"che c'entra questo? io dico solo che tu, due bocce come
quella li', te le sogni".
"certo! e pure tu una come quella li' te la sogni!"
"ma che c'entra?"
"c'entra! ognuno c'ha quello che si merita!"
"a si? quindi io mi merito te, mi merito?"
lui sbuffo' e si sedette sul bordo del letto, prendendo ad infilarsi
i calzini.
"che fai?"
"penso che andro' a comprare le sigarette..."
"e dove le trovi a quest'ora?"
"beh, e' cosi' che si dice, no?"
quando fu da solo, nell'ascensore che scendeva,
si penti' un po', per tutto quello che aveva detto. cavoli! aveva
solo voglia di litigare un po', appena per scherzare...
ma quella donna prendeva sempre tutto troppo sul serio.
si era offesa! sicuro. invece di saltargli addosso, che so, per
fargli il solletico urlando cose come "ti faccio vedere io,
se sono meglio di quelle"; invece di ridere e contrattaccare.
forse era stato un po' pesante? ma no. era lei che non capiva
queste cose. nessun senso dell'umorismo, nessun cameratismo.
cavoli!
dopo dieci anni di matrimonio, ci si poteva aspettare che almeno
capisse quando scherzava e quando no.
se solo lei fosse stata meno... stupida.
e invece stava sempre li' a bocca aperta, a prendere come oro
colato tutto quel che diceva, sempre a pendere dalle sue labbra.
era piu' stufo di quanto potesse sopportare; era arcistufo da
esserne sul serio stufo. e si', si era proprio stufato! entro'
in un bar e si prese un wisky.
e si mise a guardare la ballerina sul cubo.
"e cosi' io non me la meriterei una cosi'..." rimuginava.
"e chi se le merita? i ricchi? i giovani? i belli? sarei
proprio curioso di sapere con chi stara' mai, questa qui."
la ballerina dimeno' il culo al suo indirizzo e gli sorrise. lui
dapprima resto' stupito, ma poi si accorse di essere l'unico cliente
solo. a quell'ora c'era poca gente, e tutti gli altri, comunque,
erano con le loro donne.
logico che gli sorridesse... da chi altri avrebbe potuto ricevere
una mancia?
le fece un cenno ed aspetto' che quella si avvicinasse, poi alzandosi
in punta di piedi le infilo' un biglietto da cinque nelle mutandine.
la ballerina improvvisamente smise di sorridere e si allontano'
dimenandosi ancora un poco, ma si vedeva che ci metteva meno impegno.
e comunque non lo guardo' piu'. forse per paura d'essere fraintesa,
adesso ch'era stata pagata.
lui sollevo' la mano ed esitando se la porto' al volto. e si odoro'
le dita, che era riuscito a spingere ben dentro la mutandina,
fino a toccarle il pelo.