
by alessio saitta (prikedelik@katamail.com) ©1996
Lo trovarono mentre galleggiava rapito. Proprio
non aveva saputo trattenersi, come la maggior parte dei sondaggi
spiegava, era virtualmnte impossibile, trattenersi. L'ottantacinque
percento della popolazione mondiale andava matta per il galleggiare.
Quando lo afferrarono nella sua mente riaffiorarono domande taglienti
come alabarde spaziali: CHE ORE SONO? AVRO' SPENTO IL GAS?
Annaspava sgraziatamente tra le braccia dei suoi inseguitori;
dicono che fosse come se ancora stesse galleggiando... Era difficile
trattenerlo a terra, che sempre tendeva a tornare a mezz'aria.
Non si sa come facesse, ma fu un caso che destò un certo
scalpore, non era usuale che qualcuno continuasse a galleggiare
anche dopo essere stato riacciuffato.
Lui si voltava, rivolgendosi a sè stesso. Si dava a volte
del lei, a volte del voi. Talvolta arrivava ad inchinarsi al suo
proprio cospetto: mentre passava si faceva la riverenza. E la
rifaceva pure un'altra volta.
Tutto gli sembrava bello e galleggiante; era tutto aggraziato
e galleggiante, soffice e galleggiante. Tutto di un quasi cangiante.
Non c'era nulla di male... Non c'era più nulla di male:
elementare e galleggiante.
Ancora una domanda, per favore: DOVE HO MESSO LE CHIAVI?
Quando infine riuscirono a legarlo, se lo portarono dietro come
un palloncino, ma subito sorse un problema: la gente risultò
oltremodo incuriosita dal quel tizio che rideva & sospirava
& galleggiava, agganciato in cima al filo, ed alla piccola
scorta dei gherri si aggiunse ben presto un corteo di vecchiette
col carrello della spesa e di signori col cane, e di tate coi
bambini e di studenti segaioli a passeggio.
Lui salutava, salutava... Non è che guardasse o che in
qualche modo potesse avere realmente coscienza di quello che stava
accadendo, epperò si dice che salutasse, e pare anche che
facesse domande: è agli atti, vedete? Sta scritto proprio
qui! "Rivolgeva alla folla strane domande con tono imperioso,
ad esempio DI CHE SEGNO SIETE? o anche, e questa a più
riprese QUALCUNO HA UN CERINO?"
Chissà a che pensava, perso nel suo galleggiare. Comunque
la folla aumentava costantemente di dimensioni, ed alla fine dovettero
adottare la soluzione di chiuderlo in un sacco e coprirlo con
un telone: adesso sembrava una specie di fantasmone, ma dava certamente
meno nell'occhio.
A lui, tanto, a questo punto andava bene tutto, e difatti di li
a molto poco attaccò la musica. Era come se tutti i più
grandi fossero risorti attorno a lui, per intrattenerlo &
trastullarlo di accordi ed assoli; altro che perfezione digitale,
altro che pompa suprema! Si trattò di qualcosa di ineguagliabile,
poichè non era una sola musica, ma erano tutte le musiche
che simultaneaneamente erano sempre tutte, ed erano sia all'inizio
che alla fine, sia all'assolo che al suo pezzo preferito: tutto
quanto & tutto quanto nella stessa nota.
Insomma si cercò di tenere nascosto l'accaduto, perché
quando c'è uno che arriva proprio al fondo, e ci si trova
benissimo... Capirete, non è certo un bell'esempio, può
addirittura essere pericoloso. Però ormai l'avevano visto
tutti, e nei giorni seguenti sembrò che nessuno si preoccupasse
più di quello che faceva o di come lo faceva... Tanto per
male che possa andarmi, sembravano tutti pensare, mi beccheranno
a galleggiare, come quel tizio in cima alla corda, che sembrava
tanto contento...
Ma naturalmente a nessuno, riuscì più di ripetere
la cosa, e quando li catturavano cadevano a terra di schianto
e si rialzavano stupiti, disperati & delusi non riuscivano
a fare a meno di piangere, ed i giudici ne risultarono inteneriti.
E così a poco a poco la cosa rientrò, senza neanche
troppi danni, in fin dei conti.
E lui lo tennero nascosto per un po', sinché fu possibile
resistere alla rabbia di vederselo lì, galleggiante &
gongolante; ma soprattutto sinché fu possibile resistere
alla continua tortura delle sue stupide domande: QUEL POSTO E'
OCCUPATO? MI POTREBBE FARE ACCENDERE? PER FAVORE, DOV'E' IL BAGNO?
E poi, quando non fu più possibile, lo tumularono in un
pozzo.
POSSO FARE UNA TELEFONATA URBANA?