
by piero zardo (zacca@itaca.com) ©1996
Il momento era di quelli che rimangono nella
storia. Dante aveva tutte le carte dalla sua. L'avversario, stanco
e più vecchio di lui, sembrava aver già abbandonato
ogni idea di resistenza, cercava soltanto di evitare brutte figure
e di terminare dignitosamente l'incontro. Dante invece era leggero,
perfetto in ogni movimento, in ogni decisione. Tutto era dalla
sua. I suoi colpi si susseguivano uno dopo l'altro, il pubblico
applaudiva il giovane campione, capace di emozionarli con la sua
naturalezza, con la semplicità del suo gioco, pari soltanto
alla sua efficacia. Ma il destino aveva in serbo qualcos'altro
per lui, quella sera, qualcosa di estremamente diverso da quello
che ognuno di noi avrebbe mai potuto immaginare. Strano parlare
di destino, nulla poteva far cambiare le cose, nulla, o quasi.
L'avversario non opponeva alcuna resistenza, sembrava quasi un
complice di quella eclatante vittoria che si profilava, ma sapeva
rendere la cosa naturale, dall'alto della sua esperienza, già
pensava alla borsa di 25,000 £ che gli sarebbe toccata come
finalista del torneo, sconfitto ma ricco! Pensava che sarebbe
potuto tornare in Florida, in vacanza a casa per almeno una quindicina
di giorni, prima della preparazione del master, lui, vecchio campione
non sarebbe certo mancato all'appuntamento, un'altra borsa da
conquistare.
Ultimo set, quattro a uno per Dante e il servizio per andare sul
cinque a uno. Palleggia la palla al suolo, un tic, una formalità
per prendere confidenza con la pallina. Poi alza il braccio sinistro
sopra la testa, librando la pallina in aria, e mentre la pallina
riscende verso terra proprio quando invertendo la sua corsa, sembra
sospesa in aria, il colpo! Violento e accompagnato da un gemito.
La pallina schizza sopra la rete sulla riga bianca centrale che
divide il campo e poi con un effetto esce lontana, niente da fare
per l'avversario che rimasto immobile fino all'ultimo, alla fine
si avvia sul lato opposto del campo per rispondere al servizio
successivo. Ace: 15-0. Dante si sposta dall'altra parte riceve
le palle dagli addetti, spesso dei bambini, e serve. Il vecchio
avversario, sapiente riesce a rimettere la palla in campo, ma
su di essa si avventa Dante in corsa, volèe bloccata di
dritto. Niente da fare per l'altro, nenche prova ad inseguire
la palla. 30-0. Di nuovo al servizio. Ace: 40-0. Tre palle per
andare sul cinque a uno. Di nuovo al servizio. Una bomba a 205
km/h si stampa sul campo, con un allungo poderoso, una scaglia
di una memoria tennistica che si fa sempre più lontana
per il vecchio volpone dei campi e la pallina vola in alto, Dante
che aveva seguito il suo servizio a rete deve retrocedere rapidamente,
sarà fuori o no? No, la pallina conclude il suo campanile
proprio sulla linea, Dante la colpisce dopo il rimbalzo. A sua
volta il vecchio campione ha seguito il suo pallonetto a rete
e chiude con una semplice volèe. 40-15. Sul volto di Dante
si disegna una smorfia, poco male. Altro servizio, altra bomba,
lunga. Seconda palla. Rete! Dante urla qualcosa, non deve innervosirsi,
non c'è motivo, pensa il suo allenatore in tribuna e spera
che il ragazzo incontri il suo sguardo severo. Ma ciò non
avviene. 40-30. Dante serve di nuovo, questa volta meno forte,
ma la prima è dentro, il vecchio avversario risponde con
un rovescio tagliato, palla profonda sul dritto di Dante che spara
una cannonata dall'altra parte. Il vecchio si allunga di nuovo
e alza un altro pallonetto di dritto, questa volta è corto
e Dante potrà liberare il suo poderoso smash. Potentissimo
lungo non troppo alto, l'avversario è in traiettoria, quasi
per scherzo ribatte con tutte le forze che ha. Andrà alle
stelle questa palla, pensa tra sé il vecchio, ma non è
così. Dante è voltato di profilo come per iniziare
a tornare verso il fondo del campo, sicuro dell'esito del suo
smash. Intanto il vecchio termina a terra: una corda della sua
racchetta si è rotta dopo il contatto con la pallina. La
palla si mantiene ad un altezza media, è una palla fortissima,
Dante la segue con la coda dell occhio, uscirà ma la palla
è sempre più vicina. Toc! lo colpisce sulla tempia
destra. La testa si muove, scossa dall'impatto con la violenta
palla. Poi per un attimo il silenzio raggela questa tiepida serata.
La pallina dopo l'impatto con la testa di Dante si impenna in
alto; il pubblico no sa se guardare la pallina o Dante, che rimane
immobile, il suo sguardo, fino a pochi secondi prima, attento
e lucido, diviene opaco, la racchetta gli scivola dalle mani e
rimbalza sulla superficie di tartan del campo, accanto ad essa
cade rimbalzando anche la pallina. Che botta, pensano tutti, tant'è
che Dante sembra stordito, fa un mezzo passo verso destra, come
per assestare il suo equilibrio, poi un mezzo passo verso sinistra,
poi il terrore cala sullo stadio. Un rivolo di scuro sangue esce
dalla narice destra di Dante, un secondo rivolo dall'orecchio
sinistro. Le gambe della giovane promessa cedono e lui si accascia
al suolo di schianto. Dall'altra parte del campo il vecchio è
a terra, incredulo, non ha ancora ben capito cosa è successo.
Il giudice scende con un balzo dalla sua sedia e si avvicina a
Dante. In pochi secondi un capannello attornia il giovane a terra,
senza vita. Gli viene praticato un massaggio cardiaco e la respirazione
bocca a bocca dal medico responsabile del circolo. Ma non c'è
molto da fare. Il ragazzo viene portato via in barella Il vecchio
campione è ancora a terra dall'altra parte del campo, piange.
Nessuno è intorno a lui. Ma ecco dalle tribune scende una
signora bionda, sua moglie e va a prendere il marito. Lo tira
su, lui piange, ha capito, ho ucciso un uomo, urla alla moglie
che chiude il suo viso sulla sua spalla e lo accompagna verso
lo spogliatoio. Sarà lui a intascare la borsa del vincente
di 75000 £.