sturiellet!

(numero 27)


 

Tenez!

 

by piero zardo (zacca@itaca.com) ©1996

 

Il momento era di quelli che rimangono nella storia. Dante aveva tutte le carte dalla sua. L'avversario, stanco e più vecchio di lui, sembrava aver già abbandonato ogni idea di resistenza, cercava soltanto di evitare brutte figure e di terminare dignitosamente l'incontro. Dante invece era leggero, perfetto in ogni movimento, in ogni decisione. Tutto era dalla sua. I suoi colpi si susseguivano uno dopo l'altro, il pubblico applaudiva il giovane campione, capace di emozionarli con la sua naturalezza, con la semplicità del suo gioco, pari soltanto alla sua efficacia. Ma il destino aveva in serbo qualcos'altro per lui, quella sera, qualcosa di estremamente diverso da quello che ognuno di noi avrebbe mai potuto immaginare. Strano parlare di destino, nulla poteva far cambiare le cose, nulla, o quasi. L'avversario non opponeva alcuna resistenza, sembrava quasi un complice di quella eclatante vittoria che si profilava, ma sapeva rendere la cosa naturale, dall'alto della sua esperienza, già pensava alla borsa di 25,000 £ che gli sarebbe toccata come finalista del torneo, sconfitto ma ricco! Pensava che sarebbe potuto tornare in Florida, in vacanza a casa per almeno una quindicina di giorni, prima della preparazione del master, lui, vecchio campione non sarebbe certo mancato all'appuntamento, un'altra borsa da conquistare.
Ultimo set, quattro a uno per Dante e il servizio per andare sul cinque a uno. Palleggia la palla al suolo, un tic, una formalità per prendere confidenza con la pallina. Poi alza il braccio sinistro sopra la testa, librando la pallina in aria, e mentre la pallina riscende verso terra proprio quando invertendo la sua corsa, sembra sospesa in aria, il colpo! Violento e accompagnato da un gemito. La pallina schizza sopra la rete sulla riga bianca centrale che divide il campo e poi con un effetto esce lontana, niente da fare per l'avversario che rimasto immobile fino all'ultimo, alla fine si avvia sul lato opposto del campo per rispondere al servizio successivo. Ace: 15-0. Dante si sposta dall'altra parte riceve le palle dagli addetti, spesso dei bambini, e serve. Il vecchio avversario, sapiente riesce a rimettere la palla in campo, ma su di essa si avventa Dante in corsa, volèe bloccata di dritto. Niente da fare per l'altro, nenche prova ad inseguire la palla. 30-0. Di nuovo al servizio. Ace: 40-0. Tre palle per andare sul cinque a uno. Di nuovo al servizio. Una bomba a 205 km/h si stampa sul campo, con un allungo poderoso, una scaglia di una memoria tennistica che si fa sempre più lontana per il vecchio volpone dei campi e la pallina vola in alto, Dante che aveva seguito il suo servizio a rete deve retrocedere rapidamente, sarà fuori o no? No, la pallina conclude il suo campanile proprio sulla linea, Dante la colpisce dopo il rimbalzo. A sua volta il vecchio campione ha seguito il suo pallonetto a rete e chiude con una semplice volèe. 40-15. Sul volto di Dante si disegna una smorfia, poco male. Altro servizio, altra bomba, lunga. Seconda palla. Rete! Dante urla qualcosa, non deve innervosirsi, non c'è motivo, pensa il suo allenatore in tribuna e spera che il ragazzo incontri il suo sguardo severo. Ma ciò non avviene. 40-30. Dante serve di nuovo, questa volta meno forte, ma la prima è dentro, il vecchio avversario risponde con un rovescio tagliato, palla profonda sul dritto di Dante che spara una cannonata dall'altra parte. Il vecchio si allunga di nuovo e alza un altro pallonetto di dritto, questa volta è corto e Dante potrà liberare il suo poderoso smash. Potentissimo lungo non troppo alto, l'avversario è in traiettoria, quasi per scherzo ribatte con tutte le forze che ha. Andrà alle stelle questa palla, pensa tra sé il vecchio, ma non è così. Dante è voltato di profilo come per iniziare a tornare verso il fondo del campo, sicuro dell'esito del suo smash. Intanto il vecchio termina a terra: una corda della sua racchetta si è rotta dopo il contatto con la pallina. La palla si mantiene ad un altezza media, è una palla fortissima, Dante la segue con la coda dell occhio, uscirà ma la palla è sempre più vicina. Toc! lo colpisce sulla tempia destra. La testa si muove, scossa dall'impatto con la violenta palla. Poi per un attimo il silenzio raggela questa tiepida serata. La pallina dopo l'impatto con la testa di Dante si impenna in alto; il pubblico no sa se guardare la pallina o Dante, che rimane immobile, il suo sguardo, fino a pochi secondi prima, attento e lucido, diviene opaco, la racchetta gli scivola dalle mani e rimbalza sulla superficie di tartan del campo, accanto ad essa cade rimbalzando anche la pallina. Che botta, pensano tutti, tant'è che Dante sembra stordito, fa un mezzo passo verso destra, come per assestare il suo equilibrio, poi un mezzo passo verso sinistra, poi il terrore cala sullo stadio. Un rivolo di scuro sangue esce dalla narice destra di Dante, un secondo rivolo dall'orecchio sinistro. Le gambe della giovane promessa cedono e lui si accascia al suolo di schianto. Dall'altra parte del campo il vecchio è a terra, incredulo, non ha ancora ben capito cosa è successo. Il giudice scende con un balzo dalla sua sedia e si avvicina a Dante. In pochi secondi un capannello attornia il giovane a terra, senza vita. Gli viene praticato un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca dal medico responsabile del circolo. Ma non c'è molto da fare. Il ragazzo viene portato via in barella Il vecchio campione è ancora a terra dall'altra parte del campo, piange. Nessuno è intorno a lui. Ma ecco dalle tribune scende una signora bionda, sua moglie e va a prendere il marito. Lo tira su, lui piange, ha capito, ho ucciso un uomo, urla alla moglie che chiude il suo viso sulla sua spalla e lo accompagna verso lo spogliatoio. Sarà lui a intascare la borsa del vincente di 75000 £.

 


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