
by piero zardo (zacca@itaca.com) ©1996
Il prodigioso scatto compiuto da Aletta in
quel frangente è senza dubbio da attribuirsi alla copiosa
dose di adrenalina che lo aveva invaso, quando dalla finestra
della cucina aveva visto Doriano scagliarsi con la macchina contro
il cancello aperto soltanto a metà, ribaltarsi con l'autovettura
e schizzare sul platano che si trova ancora oggi davanti alla
villetta di via Friedkin, teatro dell'intera vicenda tra il politologo
e il matematico.
"Se Doriano ci avesse lasciato le penne, oggi non potremmo
usufruire di quel gioiello della logica che portammo a termine
nel '14."
Questo è un freddo commento di Aletta alla vicenda. Il
signor Wadelmein dirimpettaio spiega la faccenda così:
"Sicuramente il dottor Accidi era una grande mente, non discuto,
ma era anche un gran distrattone! Una volta stava camminando sotto
la pioggia, aveva anche un ombrello, lo teneva anche sopra la
testa, ma l'ombrello era chiuso. Sono sicuro che quella sera lui
aveva aperto mezzo cancello per come per uscire in motorino, lui
usava sempre il motorino, raramente prendeva l'automobile per
uscire la sera Perciò aprì mezzo cancello, sovrappensiero,
poi invece prese l'auto e non pensò che poteva essere aperto
mezzo cancello visto che lui usciva in macchina e bum!"
L'amante segreta del signor Wadelmein è sicura che lui
avrebbe potuto fare questo ed altro per distrazione, lei stessa
lo aveva visto uscire spesso in mutande e una volta addirittura
nudo. La signora, per ovvi motivi non ha voluto rivelarci il suo
nome, vi possiamo dire che ha i capelli rossi e che all'epoca
aveva circa ventisette anni. Quest'ultima considerazione potrebbe
aprire un dsicorso sugli usi sessuali dal signor Wadelmein, che
risulterebbe senz'altro più stimolante di un discorso sull'intelligenza
artificiale, ma disgraziatamente non è questa la sede.
Tuttavia chi fosse interessato a un approfondimento sul signor
Wadelmein e sulla sua amante segreta potrà leggersi 'Il
signor Wadelmein e la sua amante segreta' edito da Rugatta (LE).