sturiellet!

(numero25)


 

IMPROVVISI.

 

by alessio saitta (prikedelik@katamail.com) ©2000

 

 

improvvisi gli uomini divennero lupi e si misero in caccia, in caccia di lui.
era braccato, seguito, controllato, forse addirittura accerchiato. sapeva bene di emanare un qualsivoglia odore, e sapeva bene ch'essi avrebbero tanato ogni qualsivoglia odore. era fregato: era stato fregato fin dall'inizio.
decise di rifugiarsi nella foresta, ma la foresta non arrivava mai... meglio così pensò: probabile che nella foresta sarebbero stati più a loro agio, adesso ch'erano lupi; ripensò a quando erano stati iene, a quando erano stati struzzi.
una volta erano stati amici, lui e gli uomini, ma poi gli uomini avevano cominciato a trasmutare, e da allora, a poco a poco erano stati sempre meno uomini, sempre per meno tempo. perchè lui non trasmutava con loro? perché era sempre l'unico a rimanere uomo? ripensò a quando era un cucciolo, e giocava con tutti gli altri a nascondino; si giocava all'inglese, che uno solo scappava e tutti gli altri lo cercavano: era ancora lo stesso, toccava sempre a lui, di scappare.
Decise di scavare una buca profondissima e di nascondercisi dentro; quando già aveva scavato via quasi mezzo metro di terra, gli venne in mente che non avrebbe potuto respirare senza un qualche speciale accorgimento, e quindi lasciò lì conficcata la pala ed andò subito a procurarsi un qualche speciale accorgimento.
Rientrò di corsa in casa e cominciò a frugare in tutti i cassetti. In un turbine di panni e cartacce ispezionò tutti quelli del comò e della scrivania: niente! Passò alla sala da pranzo: niente! Alla cucina... Ecco! trovò una busta piena di cannucce e cominciò ad infilarle una nell'altra per vedere quanto veniva in metri: dopo mezzora era ancora lì e ne aveva travagliosamente infilate otto: un metro e mezzo... circa.
Intanto molteplici paia d'occhi avevano già pattugliato il cinema e la ferrovia. Erano divisi in squadre. Avevano dei fischietti. Camminavano felpati in lunghe righe compatte, salendo le colline e discendendo le valli. Levavano il naso in aria ed il pelo era loro & lucido, sotto la luna piena, che quando spesso qualcuno si fermava ad affilare le unghie, ESSE, le unghie, brillavano azzurre e guizzanti, come pomelli di metallica malignità.
Lui, nel ripostiglio, aveva trovato maschera e bombole, e già che c'era prese anche le pinne e tornò alla sua buca, ove si vestì: indossando il respiratore non riuscì a sputarsi nelle mani, prima di impugnare la pala e ricominciare a scavare.
Si era seppellito da appena cinque minuti, che sentì la ronda passare sopra di lui... li sentì soffermarsi ed indugiare e ripartire, e benedisse il suo speciale accorgimento, e stette quieto per quasi tre ore ( nelle quali ore i lupi trasmutarono in balene, e rimasero a boccheggiare & sbatacchiare la coda, sparpagliate sostanzialmente a cazzo, per tutto il territorio). Poi a lui finirono le bombole, la qual cosa lo portò a riconsiderare il fatto nudo & crudo, del suo essersi appunto seppellito!
Scavò con tutte le sue mani e con tutta la sua fretta, spingendosi su tutte le sue pinne, ma per quanti sforzi fece, non riuscì a trovare un varco, per uscire di sotto quelle balene ansanti che comprimevano il terriccio in un muro di sassi e conchigliette e cavallucci di mare fossili.
Come appunto anche lui divenne: fossile, a causa di un insulso quanto azzardato trasmutare incontrollato, da altro che da sè medesimi.
mentre gli altri, e dico gli altri, anch'essi divennero scheletri e carni sfatte, nel sole pomeridiano di un autunno inoltrato.


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