
by piero zardo
(zacca@itaca.com) ©1997
I tempi andati
Che bei tempi quelli, quando ancora si andava
in carrozza. La bella epoca quando tutti si credevano inventori
Era l'inverno del 1901. Ancora non si respirava l'aria della guerraMi
ricordo anche di quell'uomo, Jacques Corneraux. Quello era l'esatto
prototipo dell'inventore. Nel suo castello in Normandia aveva
una quantità di aggeggi e marchingegni che lui chiamava:
"I miei bambini".
Un giorno, quando io gli dissi: "Sì, ma senz'anima!",
lui mi rispose ieratico: "Anima, anima!". Era proprio
un genio.
Mi ricordo quando lo incontrai in chiesa che rubava dei ceri.
Gli chiesi cosa dovesse fare con quei ceri. Egli rispose: "Vieni
io ti farò vedere" e poi biascicò qualcosa
che aveva a che fare col mondo e con l'inizio di qualcosa, ma
non riusci a carpirne il significato. Mi portò nel suo
antro e mi fece vedere quello che sembrava un comune candelabro.
Ma non appena mise i ceri là sopra, senza nessun fiammifero,
si accesero da soli. Mi disse che i candelabri avevano anche un'altra
funzione, cioè quella di raccogliere la cera in formine
per creare delle statuine (a forma di cavalluccio, ochetta, cinghialino,
ecc.). Ogni volta che una formina era piena, il candelabro emetteva
una melodia per avvertire che la formina andava sostituita. Manco
a dirlo, la melodia era il valzer delle candele. Scherzai se per
quell'occasione non fosse più adatto il 'Valzer dei ceri',
ma Corneraux mi disse che nessuno aveva mai composto una cosa
simile.
Mi portò quindi in una sala dove c'era un lenzuolo che
copriva 'l'invenzione'! Tolto il lenzuolo, apparve ai miei occhi
un marchingegno di cui non riuscii a capire la natura.
Vedendomi perplesso Corneraux anticipò la mia domanda e
disse: "E' uno schiaccianoci!"
"Ah! Ecco!" risposi cercando di mascherare la perplessità
"ne ha uno anch'io a casa, ma non è sicuramente bello
come questo!"
"Soprattutto il vostro non recupera le bucce, e non ne fa
un tavolo!!!". Effettivamente era così, il mio schiaccianoci
non costruiva tavoli.
"Geniale!" dissi.
Mi mostrò il primo tavolo di bucce di noci della mia vita
e mi rivelò che, poichè l'invenzione non era ancora
messa a punto perfettamente, per quel tavolo lui aveva mangiato
7 quintali di noci.
Uscii con una certa malinconia. Infatti mi sembrava di vedere
già il progresso come un grande dinosauro di metallo che
divorava tutte le cose, tra cui anche il mio amico.
Ero malinconico per quei tempi che non torneranno più,
quando ancora non c'era il telefono, l'aereo, il water con lo
sciacquone (che, comunque ritengo una grande invenzione) e il
gioco del Monopoli.