
by tanino stella (tanino@popmail.com) ©1996
Il gatto ritrasse le unghie e cominciò
pigramente a stiracchiarsi, non trascurando comunque di guardarsi
sempre attorno, controllando e sbirciando il territorio.
Con la zampina mosse un po' il passero, colpendolo da sotto e
facendolo rotolare dolcemente, ora a destra, ora a sinistra: che
schifo! sembrava pensasse... Sono belli, gli uccellini, quando
cinguettano e gonfiano il petto, e le loro belle penne ordinate
riflettono il sole ed anche lombra del largo fogliame del platano
sul quale saltellano e fanno i nidi. Invece quando si riesce infine
a catturarli, dura ben poco questo splendore delle penne, che
tutte si arruffano & scompongono non appena essi uccellini
muoiono: guarda lÏ; che ha di bello, adesso?
Lasciata da parte la sua preda, il gatto si mise a correre tra
le foglie sul prato, strusciandosi sullerba e soffermandosi ogni
tanto a puntare altri, invisibili bersagli. il suo bel pelo nero,
lucido metteva in risalto la perfezione della sua muscolatura,
nell'esercizio del correre & sgommare & ripartire di slancio:
appariva certo come un magnifico esemplare di gatto; atletico
& dinamico.
Quando ogni tanto si fermava ad osservare qualcosa, i suoi occhi
gialli brillavano dellattenzione del suo sguardo.
Eppure anche lui, non è che fosse propriamente 'bello',
quando dondolava sospinto dal vento, impiccato allo stesso platano,
attorno al quale aveva giocato & sonnecchiato, per tutto il
pomeriggio. Il pelo arruffato e scomposto da sembrare bagnato,
gli occhi spalancati ma per metà coperti dalla membrana,
e le zampine contorte con le unghie inutilmente sguainate.
Ancora una volta, che fine ha fatto quella bellezza, che fu bensì
criterio di scelta, per le rozze mani l'afferrarono, scegliendolo
tra mille altri gatti, magari solo un po' più racchio?