sturiellet!

(numero 17)


 

Rosso

 

by Alessio Saitta (prikedelik@katamail.com) ©1998

 

 

 

 

Coj arrivò alla grande porta di ferro che erano quasi le due. Era molto sudata. Il deserto era terribile in quelle ore del giorno. Aveva i vestiti zuppi di sudore. Talmente zuppi che suoi capezzoli scuri si intravedevano facilmente attraverso il tessuto.
La porta era chiusa. Coj sollevò l'enorme batacchio usando entrambe le mani, e con molta fatica. Poi lo lasciò cadere:
BONG!
Rimase ad aspettare che qualcuno venisse ad aprirle.
Passarono solo pochi minuti. Poi venne fatta scorrere la stretta feritoia arruginita.
"Che vuoi?" Disse una voce.
"Cerco Sasso-che-sorride.
"E da lui, cosa vuoi?
"Parlargli.
La feritoia fu richiusa di scatto:
SLAM!
La grande porta iniziò a sollevarsi.
Coj entrò nel cortile. Si diresse subito verso la sala delle udienze.
"Con chi desideri parlare?" Le chiese la signorina alla reception.
La signorina aveva un vestito azzurro e vaporoso. Lei, non stava affatto sudando.
"Sasso-che-sorride c'È?
"Dovrai aspettare una decina di minuti." Le venne risposto. "Va bene.
Coj raggiunse un divanetto e vi si lasciò cadere. Dentro faceva meno caldo. Iniziò a riprendere fiato.
Frugò nel mucchio delle riviste e ne scelse una di moda. Rimase lÏ per un po' a sfogliarla distrattamente; infine la chiamarono.
La fecero accomodare in una saletta arredata di rosso. Dentro c'era solo una sedia ed un piedistallo. Sul piedistallo stava un cuscino, e sul cuscino c'era Sasso-che-sorride.
"Ciao Coj." Disse. "Come mai sei già tornata?
Lei abbassò lo sguardo.
"E' successo di nuovo.
"Davvero?
"Oh si, Sasso! Davvero. Io... Io non ho potuto evitarlo.
Sasso-che-sorride emise una specie di grugnito.
"Vai avanti. Raccontami.
"E' stato come l'altra volta! E' successo all'improvviso, ed io non ho fatto nulla per fermarmi. Esattamente come l'altra volta.
"Non poteva essere come l'altra volta, Coj. Questa volta è diverso: stavolta lo sapevi...
"Si, è vero, ma ho lasciato lo stesso che accadesse.
"Non sta bene. Non avresti dovuto. Devi imparere a nasconderlo, il tuo dono.
Coj alzò lo sguardo su Sasso-che-sorride.
"Non ne sono affatto sicura, che sia un dono, come dici tu.
"Lo so che ora sei molto agitata, bambina mia. Ma col tempo capirai che il tuo potere è molto importante per la nostra comunità. Per questo devi imparare a controllarlo. Devi imparare a servirtene... Non devi permetterti di perderne il controllo.
Coj sospirò. Poi scosse la testa e rispose, in tono di protesta.
"Io non posso, controllarlo. E' inutile. Non posso riuscirci.
"Forse ho qualcosa che può aiutarti.
"Davvero? Coj si illuminò. "Davvero Sasso?
Il sasso finalmente sorrise. Si udÏ il crepitare di una leggera scarica elettrica: un ciondolo metallico apparve al collo della ragazza. Aveva una spia verde lampeggiante, ed un pulsante rosso.
"Sinchè la spia sarà sul verde, i tuoi poteri non potranno manifestarsi."
Le illustrò Sasso.
"Puoi disattivarla premendo due volte il pulsante. Ripremilo e la riattiverai. Tutto chiaro?
"Credo di si" rispose Coj osservando il ciondolo.
"Usalo con giudizio...
"Non ti preoccupare." Trillò, "Grazie Sasso!
Ed il Sasso sorrise di nuovo.

Tornata a casa, Coj cominciò a darsi da fare. Doveva pulire tutto. L'ultima volta che aveva perso il controllo, aveva fatto un macello. Ma ora aveva il pulsante... Ora poteva controllarsi.
Raccolse la testa di Kevin, e lavò via tutto il sangue. Mise la testa in una busta e poi pensò al corpo.
Doveva farlo sparire, ma come?
Suonò il telefono. Coj staccò il video e rispose.
"Ciao. Sono Livia. Come mai hai oscurato?
"Ciao. Oh! E' che ho la maschera... Devi scusarmi, cara.
"Non ti preoccupare Coj. Senti piuttosto: Kevin mi ha dato buca! Non è che lo hai sentito, questo pomeriggio?
"Si, è passato di qui. E' andato via circa un'ora fa.
"Oh! Che stronzo che è. Qui non s'è ancora fatto vedere.
SentÏ Livia sbuffare attraverso il video buio.
"Ti secca, se fanccio un salto da te?
"No, ti pare... Passa pure quando vuoi.
"Grazie, Coj cara.
"A dopo Livia.
Coj trascinò il corpo al centro della stanza. Poi andò a buttare la busta nel dissolvirifiuti. "Non farei mai a tempo, a tagliarlo in pezzi tanto piccoli da infilarli là dentro..." pensò.
Tornò a sedersi sul divano, e guardò a lungo il cadavere decapitato.
Le dita cominciarono a giocherellare col ciondolo. All'improvviso Coj si decise.
CLIK, CLIK.
Mise la spia sul rosso e chiuse gli occhi. Quando li riaprì, il cadavere era sparito: passò di nuovo sul verde. CLIK.
Considerò un po' la faccenda, poi sorrise.
Una mezzora dopo suonò il campanello.
DONG!
CLIK, CLIK, e Coj andò ad aprire.


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