
by tanino stella (tanino@popmail.com) ©1996
Jak ne stava confezionando un'altra; si rivolse
a Bim col massimo del garbo che gli era possibile, ma i suoi occhi
mal celavano il raccapriccio.
"L'hai ancora lì, Bim?"
"Dici lui?" Chiese a sua volta Bim. "Ti riferisci
al mio orsetto, Jak?"
"Già! Mi riferisco proprio a quella cosa disgustosa!"
Sbottò a dire mentre leccava la cartina.
"Ma insomma Jak, perché ce l'hai col mio orsetto?"
"Quello non è un cazzo di orsetto..." Disse Jak
stringendo i denti. Accese la canna ed aspirò profondamente.
"Quella è una palla di carne, morta e putrefatta."
Sentenziò in tono acido.
Ben sbuffò e si alzò in piedi lentamente, sempre
stringendo al petto il suo orsetto. Poi aprì l'ombrello
e cominciò a parlare.
"Sei un gran pezzo di merda Jak, davvero: sei proprio un
gran pezzo di merda. Devi sempre dire delle cose che mi fanno
stare male. Perchè devi sempre disprezzare tutto quello
cui sono affezionato? Sei cattivo Jak. Sappi che sono offeso con
te, Jak. Sappi che nè io nè il mio orsetto, ti rivolgeremo
pi la parola."
Jak ascoltò in silenzio senza interromperlo. Quando Ben
si voltò e cominciò ad allontanarsi verso sud, si
lasciò sfuggire un "Idiota" a mezzabocca, ma
non disse nulla di pi.
Lo guardò allontanarsi nel sole, sotto il suo stupido ombrello
aperto: lo vide sedersi per terra una quindicina di metri pi in
là.
Jak raccolse il suo parafulmine, che poi altro non era se non
un lungo pezzo di metallo che usava come bastone, e si incamminò
nella direzione opposta. Dopo una quindicina di metri si risedette.
"Ehy Ben!" Urlò "li vuoi due tiri di canna?
Li vuoi?"
Ben si voltò a guardarlo, ma non disse nulla.
"Bhe, se li vuoi dovrai venire qui a chiederli... Ma non
portare qui vicino quella carogna! Non voglio orsi morti, qui
vicino! Niente maledetti orsi morti: è chiaro, Ben?
Ben continuava a non rispondere. Jak lo poteva vedere bene, mentre
cullava il suo orso, e si ostinava a muoverne le zampine in una
oscena mistificazione di vita.
Così decise di lasciar perdere, e continuò a scrutarlo,
mentre fumava.
Passò circa un quarto d'ora, poi Ben cominciò a
sua volta ad urlare.
"Il mio orso non è affatto morto! Si chiama Booghi
ed è un simpaticone! Hai capito Jak? Riesci a capire quello
che ti sto dicendo, Jak? Io me ne frego delle tue canne e dei
tuoi sporchi ricatti! Non abbandonerò mai il mio Booghi,
mi senti Jak? Non lo abbandonerò MAI, capito Jak? Mai."
Jak si alzò e cominciò ad andargli incontro.
"Quell'orso è morto! E' MORTO, cazzo: MORTO! Era già
morto quando lo hai trovato, Ben. Ti ricordi dove lo hai trovato?"
Ben si alzò anche lui, e camminando all'indietro, cercava
di mentenersi a distanza.
"Lo hai trovato tra i rifiuti dell'ospedale, Ben! Te lo ricordi
che aveva lo stomaco aperto come una scatola di sardine? Te lo
ricordi, Ben? Ti ricordi quando ti dicevo di non prenderlo, quando
ti dicevo di non ricucirgli la pancia? Te lo ricordi, Ben, che
te lo avevo detto che ci saresti impazzito, appresso al tuo cazzo
di orsetto?"
Jak aveva cominciato ad agitare il parafulmine, e per sottolineare
degnamente la parola 'impazzito' si menò un colpo nel palmo
della mano, proprio come se stesse impugnando un manganello: interdetto,
Ben iniziò ad arretrare ancora più velocemente.
"Ehy Ben! Dove vai? Vieni qui, vieni a farmelo vedere un
po' meglio l'orso: può essere che mi sia sbagliato, Ben.
In effetti non l'ho mai guardato, troppo da vicino...
"Storie! Stammi lontano invece..." Replicò Ben,
adesso sempre pi spaventato.
Jak si fermò.
Fermi sotto il sole l'uno di fronte all'altro, sembravano in posa
per un duello.
Fu Ben il primo a rompere il silenzio.
"... E poi," Disse con aria grave," Il tuo solo
uno stupido pregiudizio! Un pregiudizio da ignorante!" Jak
si portò le mani alla faccia, in atteggiamento d'estrema
disperazione.
"Che differenza vuoi che faccia? Anche se è veramente
morto, il fatto è che proprio non lo sembra, vedi che espressione
distratta? Che occhioni dolci?"
Fu proprio alle parole 'occhioni dolci', che Jak non riuscì
più a trattenersi. Scattò inaspettatamente in avanti
e lo sprangò con il parafulmine, prendendolo proprio al
centro della testa: il tutto durò appena un attimo.
Poi lasciò cadere il parafulmine e cominciò a camminare
muovendoglisi attorno e scrutandolo.
Ben era come paralizzato, in piedi mentre accarezzava ancora il
suo Booghi, un ruscello di sangue gli gocciolava dal mento: fu
l'ombrello, la prima cosa a cadere.
La figura rimase ancora un attimo eretta, quasi a godersi un poco
del suo ultimo sole, poi si accasciò.
Jak si sporse per osservare meglio il cranio sfondato e molliccio.
I suoi occhi ebbero come un segno d'approvazione, poi frugò
un poco ed estrasse l'orsetto di sotto il corpo.
Strinse Booghi al petto con un sospiro, e si allontanò
verso nord.
"Yep!" sentenziò dopo un poco Booghy.