
scelti da zacka tho cracka - i libri che non potete perdere
francesco zardo (fzz@softhome.net) ©1996
alpha: prima lettera dell'alfabeto greco, resa nei moderni alfabeti occidentali per lo più con la vocale centrale, rappresentata graficamente con il segno a, a. nell'ontologia saettiana il principio di ogni cosa. l'equazione a.-omega, a rappresentare il corso della vita umana, sarebbe per s. eccedente. infatti nel lemmario saettiano non troviamo omega, contrapposto ad a.
amatissimo: superlativo relativo dell'aggettivo participiale amato (l'a. mouse di saetta; il cane della vicina, a. da s.; l'a. ragazzino con la motoretta che sveglia s. una mattina su due, etc.).
andromeda: enorme galassia distante parsec e parsec dalla nostra; p.est. ciò che, dal punto di osservazione terreste, sembra essere la galassia di a., cioé una macchietta luminosa nel vasto cielo stellato. la grandezza della galassia di a. é stata calcolata da alcuni scienziati in ordini cui sembra qui inutile far cenno.
atena: dea greca della sapienza, figlia di giove, sorella dunque di afrodite, ares, e numerosi fratelli, tutti dei o sim., comunque molto potenti. protettrice, manco a dirlo, della città di atene, il suo animale feticcio era la civetta e, come tutte le dee, essa era piuttosto suscettibile e permalosa. gli antichi romani la identificarono in minerva. abitava nell'olimpo dove stava lÏ a banchettare e bisticciare coi colleghi (v. pomo della discordia e altre vicende). nel pantheon saettiano essa ricopre evidentemente un ruolo importante, essendo l'unica divinità presente nei mots. sugli dei dirò inoltre che saetta amava citare il seguente equivoco: d. "chi é il dio del mare?" r. "nettuno." lemma "ma non é pottibile, qualcuno dovrà pur ettere!" questo getta dubbi sul laicismo di s.? forse no, se si attribuisce all'equivoco il solo carattere di: scherzo, celia.
barnes: cognome inglese. b. & noble é la più importante catena di librerie statunitensi.
bill: nome inglese (b. gates, b. cosby, cocco b.). saetta come si vede ama ricorrere, nella sua narrativa, a nomi esotici, ispirati al mondo della finanza, dello spettacolo, del fumetto e sim.
bloody: aggettivo inglese, lett. 'sanguinoso'. noto in italia per la canzone degli u2 sunday b. sunday e forse a s. in particolare per il gruppo che masci e accornero (detto all'epoca "metallino") formarono; il gruppo si chiamava virgin blood (lett. 'sangue di vergine'). anni dopo accornero si sarebbe ripijato, e masci avrebbe aderito al neo satanismo con altri due personaggi, sotto lo pseudonimo di abbandon, flegiàs, o qcs. di simile. si veda anche la voce mary.
clik: voce onomatopeica inglese (to c. 'premere il tasto del mouse') da cui l'orrido neologismo clikkare ('premere, appunto, il tasto superiore del mouse'). si veda anche doppio c., cioé per aprire documenti, applicazioni, e altro. l'uso e abuso della consonante k, in saetta, verrà a richiesta commentato in un manuale di grafia e pronunzia saettiana per ora in stato embrionale. su c. noteremo anche che é tutto maiuscolo, come se fosse, che ne so, un boom, un crash, piuttosto che un modesto c.
ddt: composto chimico. lo scioglimento della sigla suona come diclorodifeniltricloretano, abbreviato solitamente in ddt o ddt. sostanza tossica non presente in natura, si usa come insetticida e antiparassitario. in alte dosi é mortale. est. 'insetticida' (il processo antonomastico é in recesso, oggi, in favore di raid©, baygon© o altri nomi commerciali).
darteli: composto dell'infinito presente del verbo dare e i pronomi atoni -ti (-te-) e -li. 'dare a te qcs (in numero di almeno due)', dunque. molto usato da saetta in frasi negative (non posso d. - sott. gli appunti di teoretica; non voglio d. sott. i "bastioni gran sasso" a monòpoli, ecc.)
ece: sostantivo femminile di controversa interpretazione; per molti é il singolare di eco: a "le" eco, nella morfologia saettiana, si contrappone "l'"e. (es. nella valle risuonò l'e. di un urlo).
ejà: interiezione italiana che restituisce però, tramite grafia esotica, la pronunzia francesizzante del corrispondente italiano eh già, con valore attenuativo/dubitativo. per es. rincasando e trovando la madre/la moglie sveglia, alla domanda retorica "hai fatto tardi, neh?" si può rispondere "e.", come a discolparsi, fare orecchie da mercante.
elliot: nome inglese (e. gould, e. ness, e. il drago invisibile). sui nomi inglesi in saetta cfr la voce bill.
express: prestito non adattato dell'inglese express (lett. 'espresso'). come aggettivo invariabile può riferirsi a treni (orient e.), a programmi di desktop publishing (quark e.), a servizi di ambito gastronomico (chef e., la ristorazione che viaggia).
files: altro prestito non adattato, di cui saetta si appropria, riproponendolo curiosamente in carattere interamente maiuscolo. notare l'adozione di un prestito morfologico (la -s, qui -s) per la formazione del plurale. tale uso é peraltro poco raccomandabile, sia la -s minuscola o maiuscola.
gilbert: nome inglese (g. stern, g. & george, cfr bill). anche nome francese, nel qual caso si pronunzi /jilb'erâ/, con la j di ejà, (v.)
hey: interiezione italiana dalla grafia tradizionalmente variabile. saetta adotta la forma esotica, con h- muta e -y finale a riprodurre il suono /'ei/.
hume: probabilmente david h., filosofo scozzese (edimburgo 1711-76) che portò l'empirismo alle sue estreme conseguenze: molto importante é il suo trattato della natura umana (1739). parola usata da saetta per una tesina di filosofia.
hutcenson: cognome inglese (?), manca nella treccani. come é noto il suffisso -son denota patronimia in molte lingue sassoni. la forma h. é nella fattispecie improbabile, poiché starebbe per 'figlio di hutcen'. se ne desume (ma é indimostrabile) che si tratti di coniazione saettiana su reminescenze personali tipo starskij e h., o altro.
hutcheson: variante di hutcenson (v.): vale lo stesso discorso fatto a proposito di quella voce. non infrequenti sono, in saetta, le varianti d'autore su voci italiane ed estere.
it-si-ka-ma-hi-di: le dottrine romantiche e laghiste di coleridge nonché le complesse implicazioni psichedeliche cui esse preludono, furono d'ispirazione e sostegno a un lungo periodo della poetica saettiana: le adozioni di natura etica e comportamentale conseguenti a questa adesione non sono interessanti per la compilazione del lessico saettiano. si rimanda all'interessante autobiografia letteraria del poeta inglese per approfondire l'argomento.
kennedy: cognome inglese, in particolare si allude a john fitzgerald k. (1917-1963). presidente degli stati uniti dal 1960 fino all'anno della sua morte, dovuta a un attentato sul quale non é ancora stata fatta piena chiarezza. e' voce molto usata dal vicepresidente del consiglio veltroni. non tutti sanno che jfk. era cattolico. neanche saetta lo sapeva, ora lo sa.
kevin: nome inglese (k.costner - e si veda la voce kennedy -, k.reynolds, k., l'amico di nicholas nella famiglia bradford e altri).
l'ha: locuzione costruita da un pronome (lo/la) apostrofato e la terza persona dell'indicativo presente del verbo avere ("l'h. rotto lui," sc. il vetro della finestra, sc. il fratello di saetta, un pomeriggio di sedici anni fa).
l'ho: locuzione costruita col pronome lo/la apostrofato e la prima persona dell'indicativo presente del verbo avere ("l'h." fatto da solo, sc. il compito di greco; "l'h. duro!" devono dire i militari al giuramento, al posto dell'istituzionale "lo giuro!").
lecture: voce inglese, raro come prestito, lett. 'lezione', si riferisce a una lezione tenuta nel mondo anglosassone, in lingua inglese. saetta partecipò a numerose l., a s. francisco, interessandosi per lo pi alle sue colleghe giapponesi, ai loro usi, costumi.
lectures: vedi lecture. sull'adozione deprecabile di questo prestito morfologico non vorremmo tornare.
masoromanticismi: la storia del prefissoide maso- si esaurisce nella sua attestazione (interamente maiuscola) qui rappresentata.
malcolm: nome anglo-africano (m.young, m.occhetto, m.x). m. young, fratello di angus y., era il bassista degli acdc, gruppo metallaro di musica: il terzo fratello, neil y., la pecora bianca della famiglia, si dedicò ad altri generi.
mary: nome femminile inglese (m.stuart, m.pickford, m.per sempre, m.lin monroe e altre), anche usato nella locuzione bloody (v.) m. (aperitivo fra i preferiti di s.), ciò che giustifica del resto anche la presenza di bloody nel lemmario.
mississipi: il secondo fiume del mondo per lunghezza (3778 km), attraversa o lambisce dieci stati degli stati uniti. marginale é il fatto che la grafia tradizionale sia mississippi: la grafia saettiana, rispecchiante la pronunzia pi diffusa del fiume, é sfuggita ad anni di severi controlli, alla contardo ferrini, all'esopo, al tasso e, in ultimo, all'università la sapienza, di roma, se mai s. abbia presentato scritti che nominavano il m. in una di queste sedi.
moi: pronome personale francese (lett. 'me'). una volta s. non aveva fatto i compiti di francese. chiamato alla lavagna dalla prof.ssa wanda saito le rispose "moi?" con espressione francese e sorpresa.
mostiverdone: specie di animale appartenente al nutrito e fantasioso bestiario saettiano. per una descrizione appropriata si rimanda alla nutrita letteratura sul m.
ok: interiezione inglese (pron. /occh'ei/ ma fra i giovani anche /og'appa/) che significa 'sÏ, va bene, d'accordo'. sull'origine di questa interiezione si é speculato a lungo: un'ipotesi suggestiva é che sia un acronimo per 0 (='zero') k(illed), vale a dire 'zero vittime' e che fosse usata dalle truppe americane al ritorno da una missione di buon esito. saetta adotta la grafia interamente in maiuscole, ma anche ok, od ok sono accettabili.
on-off: curiosa variante del pi corretto e prevedibile on/off (per noi 'acceso/spento', per s. 'acceso-spento'). e' singolare l'uso del trattino, come a significare acceso-ma-ora-spento-ma-ora-acceso- e cosÏ via. i meccanismi di o.-o. sostituiscono, spec. nei circuiti integrati a bassa dispersione di vettore, gli operatori logici di boole, rappresentati nella fattispecie da un relé, o dispositivo consimile.
orchestrina: diminutivo di orchestra. l'uso del diminutivo non deve tuttavia far pensare (come é naturale) a una riduzione del numero dei componenti, o a una riduzione, per es., delle dimensioni dei musicisti (statura, peso corporeo, ecc.); si alluderà piuttosto a un impegno globalmente inferiore del termine, sul piano cioé dell'intenzione: la riduzione del collettivo di strumentisti sarà dunque, all'uopo, incidentale. anche qui s. fa uso di tutte maiuscole, forse per ricordare che, se pure o., questa o. é in grado di misurarsi con autori di respiro e veemenza (wagner, beethoven).
pablo: nome spagnolo (p.picasso, paloma picasso). anche pedro é nome spagnolo, comunque ve n'é.
perché: variante tipografica prenovecentesca dell'odierno perché con accento acuto. se usata come congiunzione, la parola p. tende a stabilire un nesso di causa/effetto fra due proposizioni o, in generale, due eventi (non sono venuto p. era tardi; il coltello non taglia p. non é affilato). come avverbio, generalmente in frasi interrogative, prelude a un'indagine sulla causa o la ragione di qcs. (p. dormi? p. non rispondi? ecc.). saetta lo usa indifferentemente in un modo o nell'altro, come del resto tutti noi: é interessante tuttavia notare, nel pensiero giovanile, un'intrusione di tipo semantico e concettuale nel consueto svolgimento dei nessi logici propri del termine (1. il bambino piange p. piange 2. il bambino piange p. il bambino piange 3. il bambino piange p. il).
perche: dall'avverbio perché s. sottrae finalmente l'accento, compensandolo con l'attestazione interamente maiuscola. anche qui si pensi a un uso autoritario piuttosto che interrogativo della parola (si veda anche la voce perché).
please: verbo inglese (lett. 'chiedere - per ottenere'), col tempo si cristallizza in locuzioni avverbiali corrispondenti al nostro per favore, ti prego di, etc. l'attestazione in maiuscole rimanda tuttavia a situazioni di urgenza per le quali la sfera eufemistica sia nettamente in subordine (assassinii, stupri, vogliono il p. interamente maiuscolo).
promana: terza persona singolare dell'indicativo presente del verbo promanare. in uso transitivo, rif. a cose o persone, la voce rimanda all'universo dei concetti, piuttosto che a quello degli odori, o degli umori (lo yogi p.; il tempio p., diremmo).
puf: interiezione onomatopeica. qualora usato in senso di sostantivo, come adattamento del francese pouf, significa il particolare cuscino che posto di fronte a divani o poltrone permette di distendere una gamba o entrambe appoggiandovi i piedi o il piede della gamba distesa. e' più che legittima, qui, la semplificazione del dittongo grafico -ou-. la solita attestazione in maiuscole, per il resto, fa pensare a gambe di pi persone appoggiate su un solo p.
purissimo: superlativo relativo da puro. anche qui si rimanda a coleridge e alla citata autobiografia... genrl. rif. a preziosi (un diamante p.; uno zaffiro p.; un rubino p. etc.).
saitta: chiaramente alessio s. nato a roma il 4 dicembre 1970, ivi residente in via di villa chigi. per gli anni della formazione si veda la voce mississipi: é iscritto alla facoltà di filosofia. il chiamarsi in causa, nel lemmario saettiano, dell'autore secondo questa lectio difficilior é gesto non banale, bensÏ ricco di implicazioni esistenziali e filologiche.
senz'altre: locuzione costruita con la preposizione senza, apostrofata, e la forma plurale femminile dell'aggettivo altro. indica privazione, o comunque un "limite" (decise di partire senz'a. esitazioni - sc. fino allora aveva esitato).
sfiga: il concetto greco di tke é assimilato da saetta nella sua moderna accezione di s. le dottrine fataliste saettiane sono intrise di riferimenti alla s. secondo meccanismi postesistenzialisti che pongono la s. come un fondamento dialettico. come per alpha (si veda) manca qui l'antonimo: s./? se la mancanza di omega nei mots poteva indurre a pensare a una concezione del mondo di tipo illuminista o comunque ottimista, la mancanza di un secondo termine dialettico alla s. ci porta invece a rivalutare anche il primo fatto secondo meccanismi di fatalismo pi opaco. la parola serve anche in esclamazioni (che s.!).
sicché: grafia prenovecentesca di sicché, congiunzione che normalmente introduce un rapporto di causa/effetto (v. anche perché). anche qui le intrusioni di tipo semantico sono frequenti (1. ho bevuto s. avevo sete - cioé ci si accorge della sete solo dopo averla scacciata; ma anche 2. ho bevuto s. ho bevuto - secondo meccanismi di constatazionismo, in logica non superflui). nel suo uso interrogativo assoluto può funzionare da riempitivo generico (s.?, per es. detto al telefono). per la complessa eziologia saettiana si rimanda alla voce perché.
sicurissimo: superlativo relativo da sicuro. spec. se riferito a situazioni o eventi dei quali non si é di fatto sicuri (sono s. di aver chiuso il gas; sono s. di aver chiuso a chiave; sono s. di aver chiuso, ecc.).
sir: titolo araldico inglese, pron. /sù/ (s. francis drake, s. john gielgud, s.monti).
smith: il cognome pi diffuso fra gli anglosassoni, per es. john s. la parola significa lett. 'fabbro' ed é interessante notare come uno dei cognomi pi diffusi in francia sia lefebvre ('il fabbro'). in italia fabbro non é fra i primi cinquanta: tuttavia al terzo posto abbiamo ferrari (che sarebbe 'i fabbri', quasi a ribadire uno spirito di cooperazione e corporativismo fra vari individui svolgenti l'attività di fabbro in italia). il corporativismo ricopre un ruolo importante e che andrebbe approfondito nel panorama sociologico del nostro paese: per es. molte persone considerano importante l'iscrizione al rotary club. quanto a s., abbiamo patti s. cantante americana, ma non ci é noto se questa si chiamasse s. fin da ragazza oppure abbia sposato uno s. (p.es. il john s. di cui prima).
tms: curiosa sigla. sconosciuta all'ultima edizione dello zingarelli. in saetta probabilmente sta per torino milano saetta, i vertici del triangolo industriale "se lui avesse abitato a genova," spiega. altri sostengono tu me saetta, vale a dire la trimurti pronominale saettiana.
tazio: nome italiano di nuvolari (t. nuvolari, 1892-1953). il celeberrimo pilota automobilistico vinse la mille miglia nel '30 e nel '33. t. é anche personaggio del romanzo la morte a venezia (1913) di thomas mann: tuttavia sappiamo dal film di visconti che la pron. esatta era, nel caso, /ta'ju/.
tell: sorte di colline di interesse archeologico. forse saetta vide i t. nel suo viaggio in turchia, o forse non li vide per scazzi vari sulle mete che si verificarono durante e dopo il viaggio in questione.
tommy: nome inglese, ipocoristico di thomas (t. lee jones,t. bradford) e titolo di una rock opera degli who.
university: pron. /¸nivâztâ/. probabilmente la u. in questione é stanford, a s.francisco, dove saetta seguÏ alcune lectures (v.).
whisky: pron. /uischei/. bevanda alcolica di colore chiaro, gusto pulito (é un w. di malto!). molto reclamizzata in tv. al w. sempre s. antepose il bloody (v.) mary (v.) nelle sue preferenze etiliche. però i suoi caratteri bevono w. anzi lo chiedono sbattendo il pugno sul bancone. l'uso assoluto sottintende "liscio" (es. un w.!) ma ci sono varianti fraseologiche (es. un w. con ghiaccio; un w. con seltz; due w., ecc.).