
adoro i testimoni di geova
alessio saitta (prikedelik@katamail.com) ©1996
io li adoro, soprattutto perché si presentano
a coppie, ed allora possono anche passare più di rado,
oppure non sono costretto a prenderli tutti, ogni volta, perché
ogni volta che li prendo ne prendo due e ci posso andare avanti
anche un mese, con due, senza eccessivi problemi.
quello che li frega è il fatto che chiacchierino tanto.
io sto al loro gioco, e seguo le loro stesse istruzioni: assentire,
assentire sempre come se si stia ascoltando; ritornare all'inizio
alla prima parola chiave - ogni volta che il discorso stia deviando
dal binario prestabilito - ritornare all'inizio.
loro non se ne rendono conto del fatto che io conosco le loro
istruzioni. in questo modo posso manovrarli pi agevolmente. quando
arriva il momento adatto lascio cadere il mio engramma nella conversazione,
ed in questa operazione sono abbastanza bravo, e riesco quasi
sempre a trascinarli dentro.
il mio engramma è "ma prego, entrate che preparo un
caffè".
ho studiato per anni l'esatta intonazione di ogni singola sillaba,
ho studiato i movimenti più convincenti che si possano
dare alle sopracciglia e la posizione dei piedi e delle mani.
quando pronuncio il mio engramma lo faccio con lo sguardo obliquo:
in basso e verso destra. e se il momento è quello giusto,
l'effetto è garantito: essi entreranno e siederanno nella
mia cucina - benché il loro regolamento lo vieti - e spalle
al forno poi, ho studiato pure la posizione delle sedie.
quando sono seduti nella cucina il più è fatto.
io metto su il caffé e continuo a chiacchierare per distrarli,
poi mi siedo di fronte a loro e faccio in modo che non si guardino
alle spalle, verso il forno.
allora quando sono sovrappensiero il dio che vive nel mio forno
li tira dentro e li cucina.
tiene per sè solo le anime ed il cuore. io posso mangiare
il resto.
è una società molto vantaggiosa per entrambi.
e poi a me spettano anche gli oggetti personali; e non avete idea
di quanti testimoni di geova abbiano orologi o collanine d'oro.